Jennifer Aniston
“Perché non c'è niente di così mutevole e incostante del mio cuore.”
— Goethe ( I dolori del giovane Werther)
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“L'importante non è stabilire se uno ha paura o meno, è saper convivere con la propria paura e non farsi condizionare dalla stessa.”
Giovanni Falcone
“C'è una frase del Buddha che recita: “Chi ama se stesso non farà mai male all'altro”. Soprattutto a quell'altro che è quell'io che voglio riparare, quell'io che pongo davanti a me come se fosse un altro da giudicare e correggere. Quindi: chi ama se stesso non farà mai male a sé. E cosa è amore di se stessi? È l'entrare in quell'ascolto così profondo della propria realtà e delle sue manifestazioni interiori che tutto si rivela bellezza che ti prende. Spinoza scrive: “Più chiaramente conosci te stesso e le tue emozioni, più diventi un amante di ciò che è”. Era il mio non affondamento amoroso in me che mi faceva vedere sporcizia. Un San Paolo quasi buddhista nell'Epistola a Tito dice: “Tutto è puro per i puri; ma per i contaminati […] nulla è puro; sono contaminate la loro mente e la loro coscienza”. Cercare di liberarsi dalla spazzatura dentro è un pensiero spazzatura.”
— Gianfranco Bertagni
(via myborderland)
“Non so per gli altri come sia, ma io sento che non posso fare come gli altri.”
—
Fedor M. Dostoevskij - I demoni
“«Chiedo troppo? Forse, ma perché accontentarsi di poco? Per tutta la vita ci “accontentiamo”, e con te voglio toccare tutto, con gesti ampi e generosi, come se questa fosse l'ultima volta che tocco in vita mia».”
— D. Grossman
“Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l'amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due.”
— Philip Roth, L’animale morente (via anatomiadellamemoria)
Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra col dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. E’ qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia. Attraversarlo, un passo dopo l'altro. Non troverai sole né luna, nessuna direzione, e forse nemmeno il tempo. Soltanto una sabbia bianca, finissima, come fatta di ossa polverizzate, che danza in alto nel cielo. Devi immaginare questa tempesta di sabbia. E naturalmente dovrai attraversarla, quella violenta tempesta di sabbia. E’ una tempesta metafisica e simbolica. Ma per quanto metafisica e simbolica, lacera la carne come mille rasoi. Molte persone verseranno il loro sangue, e anche tu forse verserai il tuo. Sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani. E’ il tuo sangue, e anche sangue di altri.
Poi, quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu
come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai
neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio.
Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è
entrato. Sì, questo è il significato di quella tempesta di sabbia.
(Haruki Murakami, Kafka sulla spiaggia)
“Lei non cercava di capirmi, sapeva che era stupido pretenderlo. Tra noi due non c'era bisogno di capire: io avevo il mio dolore pieno di parole e lei il suo silenzio.”
—
Efraim Medina Rey
